Casino Online e versamento del Preu

Senza sottoporre all’attenzione di chi ancora ci legge cifre e contro cifre relative allo slittamento del versamento del PREU relativo ad Awp e Vlt tenute a riposo forzato per contrastare il Coronavirus e per non angosciare i lettori con percentuali che già devono “sopportare” seguendo le varie comunicazioni relative all’incremento del virus, si può sunteggiare che lo slittamento del versamento del PREU da parte degli operatori si concretizza in questo modo: il saldo PREU di settembre-ottobre 2020 è stimato in circa 685 milioni di euro ed andrebbe unito al canone concessorio che ammonta a circa 14 milioni di euro. Il pagamento dell’80% di tali importi slitterebbe al 2021, entro il mese di giugno, e potrà essere dilazionato con identiche rate mensili unite agli interessi legali, mentre il restante importo del 20% stimato in 140 milioni di euro verrà versato “oggi”: queste sono le cifre a carico immediato degli operatori degli apparecchi di gioco con vincita in danaro e dei casino online con soldi veri.

Sono importi decisamente importanti che sono tenuti sott’occhio dal Servizio Bilancio del Senato insieme al Decreto Ristori Quater ed alle sue “conseguenze” relative appunto al gioco ed alla possibilità di rateizzare i versamenti del PREU relativi al 5° bimestre 2020 e cioè settembre-ottobre, entro la metà del 2021. Queste “osservazioni” senz’altro serviranno a tratteggiare un quadro relativo all’impatto sul gettito del settore derivante dalle significative limitazioni imposte alle apparecchiature da intrattenimento con i vari Dpcm provocati dall’emergenza sanitaria. E forse potrebbero anche essere considerate osservazioni finalmente oggettive sui mancati introiti oggi non pervenuti per cause di forza maggiore dal mondo del gioco, chiuso in tutte le sue attività e nei suoi diversi segmenti. Si può sottolineare, senza paura, che questo slittamento era da considerarsi conseguenziale al doppio lockdown imposto al gioco pubblico e gli operatori se lo aspettavano sicuramente, ancor prima dell’emissione del Decreto Ristori Quater.

Però, si sa che quando si parla di gioco d’azzardo, seppur legale e di Stato, certezze ne esistono veramente poche e sin tanto che non è stato messo tutto nero su bianco gli operatori ludici erano in apprensione, vista la scadenza imminente di tale versamento, 18 dicembre 2020. Ora si può ribadire che almeno per questo sostegno gli addetti ai lavori possono tirare un sospiro di sollievo anche perché poteva sembrare assurdo che lo Stato esigesse cifre che non si sono potute “raccogliere” data la chiusura ermetica delle attività di gioco: ma non si sa mai. Infatti, non è il primo caso che si sente raccontare di tasse emesse ad attività chiuse da tempo, che non hanno avuto la possibilità di lavorare e che non hanno la possibilità di onorare le scadenze. Ma è accaduto anche questo ed i vari programmi televisivi che quotidianamente parlano quasi soltanto delle vicissitudini collegate al Coronavirus, dei Dpcm, del materiale sanitario che manca, degli ospedali, della disperazione dei sanitari sono pieni di imprenditori che si “infervorano” nel vedersi ugualmente consegnare le cartelle delle tasse o similari.

Quindi, un minimo respiro di sollievo, oppure una piccola boccata d’aria, l’ha ricevuta anche il gioco anche se si ritiene che sia una minima cosa rispetto ai tanti mesi di chiusura ed ai ristori che in ogni caso non arrivano, insieme alla cassa integrazione che dovrebbe raggiungere anche le imprese di gioco e che invece non si riceve. D’altra parte, il Governo centrale guardando anche “i conti del gioco che non tornano assolutamente” si deve rendere conto di quanto possono mancare i suoi introiti che per anni hanno soddisfatto “i buchi di bilancio dello Stato” e vi hanno provveduto “senza se e senza ma” obbedendo alle imposizioni discese dalle concessioni. Ognuno dei due interpreti, Stato e gioco, guarderà alle proprie esigenze ed entrambi i protagonisti di questo parallelismo si renderanno conto di quanto sarebbe meglio se il loro rapporto tornasse ad essere effettivo e redditizio come un tempo: sopratutto lo Stato centrale dovrà fare i conti su dove andrà a recuperare ciò che manca alle casse erariali.

E questo, purtroppo, riguarderà altre imprese anche al di fuori del settore ludico, come ad esempio i siti migliori italiani per giocare al bingo. In effetti, saranno tantissime le aziende che non saranno in grado di onorare le scadenze fiscali e l’Erario in questo anno subirà contraccolpi impensabili e difficili da affrontare, sopratutto considerando che lo Stato centrale deve programmare il sostegno delle aziende che devono rimanere chiuse o lavorare in modo ridotto per contrastare lo sviluppo della pandemìa. Ma, essendo il gioco una “Riserva di Stato” e difendendo la legalità sul territorio forse si potrebbe riflettere sulla sua continua chiusura che andrà senz’altro a favorire lo sviluppo sia del gioco illegale che della criminalità che lo gestisce e che imperversa anche in altre “faccende” come l’usura, il riciclaggio ed il traffico di droga. Senza dubbio, sfruttando la situazione di disagio di tanti imprenditori che non lavorano da mesi e che sono facile preda di chi ha disponibilità quasi infinita di danaro per poterli “sostenere” e portarli successivamente nella parte illegale del mercato: sia del gioco illecito che di qualsiasi altro genere, purtroppo.

Si può dire che la situazione economica dell’industria del nostro Paese, nessun settore escluso, ed i conti delle casse dello Stato hanno passato momenti senza ombra di dubbio migliori: ma oggi, purtroppo, la pandemìa tiene tutti in ostaggio e quel che è peggio non consente la possibilità di fare alcun realistico programma di una ripartenza economica. Il Premier Conte ed il suo staff, stanno cercando di fare progetti concreti, ma si scontrano con una realtà difficile, con una maggioranza di Governo che forse non rema più dalla stessa parte e con un’opposizione che tutto vorrebbe tranne questo Esecutivo così litigioso che neppure in una situazione disagevole riesce a trovare una ben definita linea da seguire per ricostruire il Paese. Eppure questo dovrebbe rappresentare un obbiettivo comune, anzi il solo risultato per il quale tutti dovrebbero dare il loro meglio. Invece, sopratutto bloccando il gioco pubblico e la legalità che lo stesso rappresenta sul territorio non fa altro che far progredire l’illegalità, cosa che né i cittadini né il territorio meritano.